L'immagine può contenere: 1 persona, primo pianoGARDASIL - Vaccino anti - HPV

Che cos'è Gardasil?

Gardasil è un vaccino costituito da una sospensione iniettabile contenente proteine purificate per quattro tipi del papillomavirus umano (tipi 6, 11, 16 e 18). È disponibile in flaconcini o in siringhe preriempite.
Per che cosa si usa Gardasil?
Gardasil è usato in pazienti di età pari o superiore a nove anni come protezione contro:
lesioni precancerose (proliferazione cellulare abnorme) nella zona genitale (collo dell'utero, vulva o vagina) e carcinoma del collo dell'utero, provocati da determinati tipi cancerogeni di papilloma virus umano (HPV);
condilomi genitali (verruche genitali) esterni causati da tipi specifici di HPV.
Gardasil viene somministrato in accordo alle raccomandazioni ufficiali.
Il vaccino può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica.

Come si usa Gardasil?

Gardasil viene somministrato a soggetti di almeno nove anni di età, in tre dosi, lasciando trascorrere un intervallo di due mesi tra la prima e la seconda dose e un intervallo di quattro mesi tra la seconda e la terza dose. Nel caso in cui sia necessario un programma alternativo, la seconda dose deve essere somministrata almeno un mese dopo la prima, e la terza dose almeno tre mesi dopo la seconda; tutte le dosi devono essere somministrate entro il periodo di un anno. Si raccomanda che una volta ricevuta la prima dose di Gardasil si completi il trattamento assumendo tutte e tre le dosi.
Il vaccino viene somministrato per iniezione intramuscolare, preferibilmente nella spalla o nella coscia.

L'immagine può contenere: una o più personeHPV E TUMORI :

Tutti i pericoli oncologici dell’infezione da HPV

L’89% dei carcinomi da HPV e l’82% delle lesioni precancerose di alto grado sono correlati ai 7 tipi di HPV 16/18/31/33/45/52/58.

Di questi, il tipo 16 e il tipo 18 sono ad alto rischio oncogeno, mentre il 6 e l’11 sono all’origine delle lesioni precancerose: in Italia si registrano ogni anno 80.000 nuovi casi di condilomi genitali nei maschi e 130.000 nelle femmine.
I tipi oncogeni di HPV, oltre ad essere responsabili della totalità dei tumori della cervice uterina, sono la causa di circa il 90% dei tumori dell’ano, 70% dei tumori della vagina, 50% dei tumori del pene e 40% dei tumori della vulva.

"Particolarmente preoccupante è il tumore del pene derivante da infezioni da HPV. Queste lesioni sono in aumento, ma quel che più preoccupa è che spesso sono ‘tenute nascoste’ per più di sei mesi con gravi conseguenze che richiedono anche l’amputazione del pene e la successiva ricostruzione.

L’HPV risulta inoltre responsabile del 26%, ed è coinvolto in circa il 60%, dei tumori dell’orofaringe (inclusi i tumori delle tonsille e della base della lingua). A livello mondiale, sebbene la prevalenza delle infezioni da HPV in donne asintomatiche possa variare dal 2 al 44% (dati ISS), l’infezione da HPV rappresenta la causa necessaria perché si sviluppi il cancro del collo dell’utero che, con circa 500.000 nuovi casi all’anno e 250.000 decessi, è il primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come totalmente riconducibile a un’infezione; nell’Unione Europea, è il secondo tumore più frequente tra le donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni, dopo quello della mammella.

La prevenzione secondaria del carcinoma della cervice uterina si attua attraverso la diagnosi precoce con il pap-test, uno screening citologico cervicale che consente di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma.

Tra i fattori che favoriscono la persistenza dell’infezione e l’insorgenza del tumore al collo dell’utero, è possibile indicarne alcuni:

* Cofattori ambientali ed esogeni: fumo di tabacco, contraccettivi ormonali, coinfezione con altri agenti infettivi sessualmente trasmessi;

* Cofattori virali: tipo di HPV e coinfezioni con altri tipi di HPV, varianti di HPV, grandezza e ripetizione dell’inoculum e integrazione virale;

* Cofattori dell’ospite: numero di gravidanze (rischio relativo fra 1,08 e 1,12 per ogni gravidanza), alti livelli di ormoni endogeni, fattori genetici, risposta immune individuale e numero di partner sessuali.

VACCINO ANTI PAPILLOMAVIRUS VIRUS ANCHE PER I MASCHI

Dal 2017 entrerà nel piano vaccinale nazionale, sarà completamente a carico del Servizio sanitario nazionale e sarà consigliato anche per i maschi.

L’HPV o virus del papilloma umano è un’infezione virale, il cui contagio avviene tramite il contatto con pelle o mucosa, soprattutto durante il rapporto sessuale. L’infezione tra gli adulti è molto diffusa e spesso transitoria: più del 50% dei soggetti viene infettato nel corso della vita, e già a due anni dall’inizio dell’attività sessuale la probabilità di essere positivi è del 40-80%.

Tuttavia in alcuni casi l’infezione persiste e può generare lesioni pretumorali che, se non trattate, possono progredire verso il cancro. L’HPV non riguarda solo il collo dell’utero, ma è responsabile anche (in minor misura) di lesioni pretumorali e tumorali di vagina, vulva, pene e ano.

Attualmente il vaccino contro l’infezione da Papilloma Virus (HPV), facoltativo, è indirizzato solo alle bambine in età dello sviluppo, attorno ai 12 anni. Da gennaio, però, sarà gratuito e raccomandato anche ai maschi.

«È una scelta giustissima. L’uomo rimane portatore del virus per tutta la vita e, seppure non esposto al rischio di cancro del collo dell’utero, resta a rischio per il cancro anale (la cui incidenza è in aumento). A ciò va aggiunto il cancro dell’orofaringe, più frequente negli uomini. La vaccinazione HPV deve quindi essere necessariamente senza distinzione di genere»

Vaccinare i ragazzi aiuterà a proteggere le ragazze, ed i ragazzi stessi risulteranno protetti dal contagio da parte di ragazze non vaccinate o da altri uomini».

I ceppi virali che infettano l’uomo sono numerosi, ma il tipo 16 e 18 sono quelli più spesso coinvolti nel cancro cervicale (66%) e nel cancro anale (85%). Esistono attualmente tre tipi di vaccino, uno bivalente (contro HPV 16 e 18), uno quadrivalente (contro HPV 6,11, 16 e 18) e uno nonavalente, che sarà a breve disponibile in Italia e che sarà quello che verrà inserito nel nuovo piano vaccinale dal 2017.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.COME RICONOSCERE L'HPV (Human Papillomavirus ) NELL'UOMO ?

L'infezione genitale da papilloma virus umano (HPV) è forse la malattia sessualmente trasmissibile (MST) più comune e prima o poi nella vita colpisce quasi tutte le persone attive sessualmente.
Fortunatamente, tra più di 40 ceppi esistenti del virus, solo alcuni comportano gravi rischi per la salute.
Il virus non è riconoscibile negli uomini che non manifestano sintomi e può restare in una fase dormiente per anni, prima di provocare qualche segno di malattia.
Per questo motivo, è importante eseguire dei regolari autoesami, se sei stato sessualmente attivo.
La maggior parte delle infezioni guarisce da sola, ma informa comunque il medico dei tuoi sintomi, per escludere il rischio di cancro che può derivare dall'HPV.

Riconoscere i Segni e i Sintomi dell'HPV

Sappi come si trasmette l'infezione. Il virus si diffonde attraverso il contatto diretto della pelle dell'area genitale; questo può avvenire durante un rapporto vaginale, anale, per contatto mani-genitali anche senza penetrazione e (seppur raramente) anche durante il rapporto orale.
Il virus può restare nell'organismo per anni senza scatenare alcun sintomo; questo significa che potresti essere infetto, anche se recentemente non hai avuto rapporti sessuali o se ne hai avuti con un solo partner.

Non puoi ammalarti con una stretta di mano o toccando oggetti inanimati come la tavoletta del water (può invece esserci un certo grado di rischio condividendo dei giocattoli sessuali); sappi comunque che il virus non si trasmette attraverso l'aria.
I preservativi non proteggono completamente dall'HPV, ma riducono il rischio di contagio.

Dal 2017 entrerà nel piano vaccinale nazionale, sarà completamente a carico del Servizio sanitario nazionale e sarà consigliato anche per i maschi.

L’HPV o virus del papilloma umano è un’infezione virale, il cui contagio avviene tramite il contatto con pelle o mucosa, soprattutto durante il rapporto sessuale. L’infezione tra gli adulti è molto diffusa e spesso transitoria: più del 50% dei soggetti viene infettato nel corso della vita, e già a due anni dall’inizio dell’attività sessuale la probabilità di essere positivi è del 40-80%.

Tuttavia in alcuni casi l’infezione persiste e può generare lesioni pretumorali che, se non trattate, possono progredire verso il cancro. L’HPV non riguarda solo il collo dell’utero, ma è responsabile anche (in minor misura) di lesioni pretumorali e tumorali di vagina, vulva, pene e ano.

Attualmente il vaccino contro l’infezione da Papilloma Virus (HPV), facoltativo, è indirizzato solo alle bambine in età dello sviluppo, attorno ai 12 anni. Da gennaio, però, sarà gratuito e raccomandato anche ai maschi.

«È una scelta giustissima. L’uomo rimane portatore del virus per tutta la vita e, seppure non esposto al rischio di cancro del collo dell’utero, resta a rischio per il cancro anale (la cui incidenza è in aumento). A ciò va aggiunto il cancro dell’orofaringe, più frequente negli uomini. La vaccinazione HPV deve quindi essere necessariamente senza distinzione di genere»

Vaccinare i ragazzi aiuterà a proteggere le ragazze, ed i ragazzi stessi risulteranno protetti dal contagio da parte di ragazze non vaccinate o da altri uomini».

I ceppi virali che infettano l’uomo sono numerosi, ma il tipo 16 e 18 sono quelli più spesso coinvolti nel cancro cervicale (66%) e nel cancro anale (85%). Esistono attualmente tre tipi di vaccino, uno bivalente (contro HPV 16 e 18), uno quadrivalente (contro HPV 6,11, 16 e 18) e uno nonavalente, che sarà a breve disponibile in Italia e che sarà quello che verrà inserito nel nuovo piano vaccinale dal 2017.

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