Nel 2006, la FDA ha approvato il vaccino contro il Papilloma virus. Si tratta di un vaccino che va a prevenire l’insorgenza del cancro alla cervice.

Ma è davvero sicuro per i bambini? Come funziona?

Prima di rispondere a questa domande andiamo a vedere insieme di che cosa si tratta quando si parla di HPV. Il Papillomavirus umano si trasmette per via sessuale. Anche in caso di sesso orale il virus può andare ad attaccare i genitali, passando dalla bocca e dalla gola e provocare così delle infezioni.

L’HPV si presenta in 40 diverse forme, si va dalle verruche genitali, fino ai più gravi tumori di vulva, vagina, pene, ano, testa e collo. Il papillomavirus è difficile da diagnosticare, perché si presenta in modo asintomatico e si riesce a capire se si è stati infettati solo quando compaiono i sintomi o a seguito di un Pap test.

Esistono ben 3 diversi tipi di vaccino contro questo virus e sono:

Cervarix.
Protegge da HPV-16 e 18, che sono responsabili di ben il 70% dei casi del tumore alla cervice uterina.

Gardasil.
La sua copertura è tipizzata su HPV-6 e 11 , 16 e 18 che causano i 90% delle verruche genitali ed il 75 % dei tumori maligni cervicali

Gardasil-9.
VACCINO tipizzato sui 9 virus più aggressivi.

Il momento consigliato per la somministrazione del vaccino è quindi intorno agli 11-12 anni, quando i ragazzi e le ragazze non sono ancora sessualmente attivi.
Può essere effettuata vaccinazione fino ai 45 anni.

Cosa prevede il vaccino?
Se vostro figlio deve sottoporsi a questa vaccinazione è utile sapere che avviene in 3 volte, in un arco di tempo di 6 mesi. Il primo richiamo si avrà dopo 1-2 mesi dalla prima iniezione ed il 2 dopo 6. È necessario fare tutti i richiami perché il vaccino sia efficace.

Ci sono alcuni quesiti che si affollano nella mente di chi ha un figlio che sta per sottoporsi a questa vaccinazione. I principali sono:

È possibile essere vaccinati se si ha già l’HPV?

SI . Perché si ha ha una reazione crociata fra virus dando ulteriore protezione verso i virus più aggressivi.

Il vaccino contro l’HPV protegge per tutta la vita?

Dai dati fino ad ora raccolti sembrerebbe di sì, anche se le donne che hanno fatto il vaccino è bene che si sottopongono ugualmente a controlli periodici, perché il vaccino non protegge da tutte le possibili cause di tumore cervicale.
Il vaccino è sicuro?

Ogni prodotto farmaceutico, prima di essere usato sull’uomo viene sottoposto a test per valutarne i rischi e gli eventuali effetti negativi.
Il vaccino contro l’HPV non contiene né mercurio né thimerosal e i rischi di reazioni allergiche sono molto basse.

Ci sono motivi per cui sarebbe meglio non usare questo vaccino?

Nel caso in cui si siano avute gravi reazioni allergiche a qualcuno dei componenti del vaccino è meglio non assumerlo. Parlate con il medico nel caso in cui si soffra di problemi al sistema immunitario o malattie del sangue. Se siete in stato di gravidanza, aspettate la nascita del bimbo per farvi somministrare il vaccino, infatti, anche se il vaccino non dovrebbe creare problemi, gli studi in tal senso sono ancora in fase iniziale.

Quali sono gli effetti collaterali del vaccino contro l’HPV?

I più diffusi sono mal di testa, nausea, febbre e dolore o gonfiore nel punto dove è stato iniettato. Nei casi più gravi si hanno giramenti di testa e sensazione di svenimento.
È certo che, una volta vaccinati, non si possa davvero essere colpiti dal papillomavirus?

No. Il virus che viene inoculato è inattivo e quindi non può andare a provocare l’insorgere della patologia.

sintomi, fattori di rischio, diagnosi, cura e prevenzione

Tra i più diffusi tumori nel sesso femminile, il tumore della cervice uterina può essere prevenuto. Ecco come.

Questa neoplasia è dovuta alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule situate a livello della giunzione squamo-colonnare che si trasformano in maligne, è tra i tumori più diffusi nel sesso femminile.

SINTOMI: Tra i sintomi: perdite ematiche vaginali anomale (es. nell’intervallo tra le due mestruazioni, dopo un rapporto sessuale o in menopausa), dolore durante i rapporti sessuali. Se il tumore si diffonde ai tessuti vicini, possono manifestarsi: difficoltà a urinare o dolore nella minzione, blocco renale, mal di schiena sordo, gonfiore alle gambe, diarrea, perdita di peso, sensazione di malessere generalizzata.

FATTORI DI RISCHIO:
I fattori di rischio del tumore della cervice uterina sono: infezione da HPV (Human Papilloma Virus), precoce inizio dell’attività sessuale, promiscuità sessuale propria e del partner, infezioni da Clamidia o Herpes simplex, insufficiente igiene, uso di contraccettivi orali prolungato nel tempo, oltre le indicazioni del medico curante.

DIAGNOSI: Il tumore può essere diagnosticato in fase iniziale o precancerosa con un Pap test. Se esso dà esito negativo, può essere ripetuto dopo 3 anni mentre in caso di anomalie, possono essere necessari ulteriori esami (es. ricerca del DNA del Virus del Papiloma Umano, colposcopia ecc.).

TUMORE CERVICE - Cura : Negli stadi più precoci, quando il tumore è in una fase preinvasiva, si può ricorrere alla criochirurgia o alla chirurgia laser, che utilizzano il freddo o il raggio laser per congelare o bruciare le cellule malate. Se il tumore è un po’ più diffuso ma ancora circoscritto ad un’area limitata della cervice, può essere fatta una conizzazione (asportazione di un cono di tessuto in corrispondenza della lesione, senza compromettere la funzionalità dell’organo e mantenendo aperta la possibilità di avere figli.

Se il tumore è più esteso, si pratica l’isterectomia (asportazione dell’utero e a volte degli organi adiacenti, quali linfonodi, tube e ovaie). Utilizzate anche radioterapia, brachiterapia (inserimento nell’utero di piccoli ovuli che emettono radiazioni) e chemioterapia.

PREVENZIONE: La prevenzione passa per la diagnosi precoce, effettuando controlli regolari e vaccinandosi contro il Papilloma virus. Occorre inoltre limitare il numero dei partner sessuali ed evitare, se possibile, qualsiasi rapporto con persone a rischio.

HPV: il Papillomavirus può causare anche infertilità

“Bastano semplici ma importanti precauzioni per limitare i rischi di infertilità, a partire dai corretti stili di vita e dall’adozione di fondamentali strumenti di prevenzione”

Il Papillomavirus umano, ovvero la pericolosa infezione da HPV causa di diverse patologie tumorali, come cancro della cervice uterina, cancro anale, cancro dell’orofaringe, può anche causare infertilità. Di questo delicato argomento si è parlato durante il convegno “Il Sistema endocrino e lo stile di vita alimentare“, in corso a Lecce. In questi anni, i ricercatori del Servizio per la Patologia della Riproduzione umana dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova, guidati da Carlo Foresta, hanno individuato la presenza dell’HPV nel liquido seminale, analizzando la sua capacità di legarsi agli spermatozoi e di restare quasi “incollato” alla loro superficie, portando così ad una riduzione della motilità. Da poco i ricercatori hanno notato come l’HPV è spesso presente nel liquido seminale di soggetti a rischio per l’infezione, come quelli che presentano condilomi e nei partner di donne HPV positive. Inoltre, l’infezione è presente più che altro in pazienti infertili e quando il virus è adeso agli spermatozoi è più frequente il riscontro di anticorpi anti-spermatozoo.

Recenti studi in vitro, poi, hanno dimostrato come gli spermatozoi infettati con HPV siano ancora in grado di penetrare l’ovocita trasferendo al suo interno il virus stesso. Secondo gli studi dell’equipe guidata da Foresta, inoltre, tra le coppie che si sottoponevano a cicli di fecondazione in vitro la prevalenza dell’HPV nel liquido seminale era del 24%. E’ stato dimostrato poi che l’infezione seminale era il maggiore parametro predittivo di fallimento in termini di mancata fertilizzazione e mancato impianto. Infine, nei casi in cui il virus era adeso agli spermatozoi le gravidanze che ne sono risultate sono purtroppo finite in aborti spontanei precoci. “Bastano semplici ma importanti precauzioni per limitare i rischi di infertilità, a partire dai corretti stili di vita e dall’adozione di fondamentali strumenti di prevenzione quali gli screening e la vaccinazione anti HPV”, ha concluso Foresta.

Il vaccino contro il papilloma virus riduce effettivamente le probabilità di ammalarsi di cancro della cervice uterina.

A fare questa’importante scoperta, i ricercatori dell’Università di Alberta, che hanno condotto un lungo studio su circa 10.000 donne canadesi.

I cui risultati hanno dimostrato che solo il 12% di quelle immunizzate durante l’adolescenza nel quadro di programmi scolastici ad hoc presentava il rischio di sviluppare anomalie cellulari nei tessuti del collo dell’utero rispetto al 16% dei soggetti che non avevano ricevuto il vaccino.

Un risultato eccellente che dimostra non solo i notevoli progressi della medicina ma anche l’efficacia dei piani nazionali di prevenzione contro uno dei tumori femminili più aggressivi.

Sottocategorie

Pagina 2 di 2

DOTTORI.IT

© 2019 Borroni Filippo. All Rights Reserved.

Utilizzando il nostro sito web, si acconsente all'uso dei cookie anche di terze parti. LEGGI